Irving Penn. Ritratti

a cura di Magda Keaney
1 luglio – 4 ottobre 2010

Tra i più rilevanti fotografi del Novecento, Irving Penn (1917-2009) è artista familiare al pubblico di tutto il mondo per la sua impronta stilistica inconfondibile, basata sulla perfetta combinazione di rigoroso minimalismo e assoluto purismo formale, con la quale a partire dal secondo dopoguerra ha grandemente contribuito a plasmare l’idea occidentale di uno stile ed eleganza universali.
Collaboratore di punta di Vogue (sue le più celebri copertine-icona degli anni Cinquanta), interprete insostituibile del glamour sofisticato dell’epoca, da Dior a Balenciaga, Irving Penn è stato il primo a superare gli steccati tra fotografia di moda e fotografia artistica, elevando l’una all’eccellenza formale dell’altra e tracciando in tal modo un percorso creativo e di comunicazione seguito dopo di lui anche da altri grandi Fashion Photographs come Richard Avedon e Helmut Newton.
Con coerenza incrollabile, Penn ha perseguito lungo tutta la sua carriera una ricerca artistica basata sugli elementi essenziali della rappresentazione (figura, composizione, luce). Anche al di là della fotografia di moda in senso stretto, infatti, egli non ha mai abbandonato il metodo accademico dello scatto in posa nell’ambiente artificiale dello studio anche per le nature morte e i celebri ritratti. Non vi è alcuna distinzione creativa, del resto, da parte dell’artista nel raffigurare sofisticate mannequins o aborigeni della Nuova Guinea, oggetti simbolo del lusso o materiali di scarto, stelle della cultura o umili operai, portando ciascuna raffigurazione ad un identico grado di eleganza e perfezione formale.
Il rango elevatissimo raggiunto da Irving Penn nel contesto dell’arte del Novecento è testimoniata dagli eccezionali tributi a lui dedicati dalle più importanti istituzioni museali del mondo. Penn è stato infatti celebrato con mostre monografiche nei più sacri templi dell’arte, a New York (MoMA 1975, 1984; Metropolitan Museum 1977, 2002), Londra (Victoria&Albert Museum 1987), Tokyo (Museum of Contemporary Art 1990), Chicago (The Art Institute 1997), Parigi (Maison de la Photographie 1997), Washington (National Gallery of Art 2005), Los Angeles (The Paul Getty Museum 2009).
Il ritratto rappresenta un aspetto fondamentale nella produzione di Irving Penn, trattato ed approfondito con coerenza dall’artista lungo tutta la sua carriera. La mostra Irving Penn.  Ritratti vuole essere una rassegna dei suoi più significativi raggiungimenti in questo genere (con 130 fotografie dagli anni Quaranta al 2007), e con riferimento anche ai più vasti interessi iconografici contemporaneamente esplorati dall’artista nel campo delle foto di moda e della natura morta.
Da Picasso a Marlene Dietrich, da Hitchcock a de Chirico, da Stravinsky  a Truman Capote (passando per Wallis Simpson, Edith Piaf, Tennessee Williams, Balanchine, Thomas Stearns Eliot, Duke Ellington, Robert Rauchenberg...) l’elenco dei personaggi ritrattati da Irving Penn nelle sue fotografie è di per se stesso sbalorditivo e definisce in filigrana la storia del XX secolo al rango più alto della sua eccellenza culturale.
Parallelamente alla sua attività di fotografo di Vogue e in un arco di tempo di quasi settant’anni, Penn si è dedicato a ritrarre le più brillanti personalità del mondo dell’arte, della musica, del balletto, della letteratura, del teatro e del cinema. Con straordinario talento, l’artista ha saputo distillare e descrivere le qualità individuali (fisiche e fisiognomiche) di ciascuno favorendo la comprensione delle loro qualità artistiche; definendo in questo modo i volti di donne e uomini che, a loro volta, hanno definito con la loro opera la cultura e la storia del nostro tempo.
La mostra, a cura di Magda Keaney, è organizzata in collaborazione con la National Portrait Gallery di Londra.


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