Gli spazi del Laboratorio d'arte, progettati con gli architetti Daniele Durante_studio bv36 e Adele Savino, ospitano nel tunnel di luce Pénétrer l'invisible, installazione permanente di Nathalie Junod Ponsard. L'opera vive in dialogo con le grandi mostre del Palazzo delle Esposizioni.
Pénétrer l'invisible
installazione luminosa permanente
Un quadro vive in compagnia, dilatandosi e ravvivandosi nello sguardo di un visitatore sensibile. Muore per la stessa ragione. (M. Rothko)
Il corridoio come una parete di luce assorbe e avvolge in un vortice infinito. La luce intensa dei colori complementari disegna anelli che guidano i visitatori all'interno di questo passaggio. Una metà degli anelli presenta una variazione di colori, l'altra le subentra contrapponendo i suoi complementari. Le luci avanzano e la loro progressione aumenta d'intensità. Le luci si espandono sulle pareti, poi si affievoliscono, altre a loro volta avanzano, mostrando nuove combinazioni. Attraversando il corridoio i visitatori si spostano tra le pareti, circondati da questo vortice cromatico che cambia a ogni loro movimento attirandoli in una vertigine visiva. Come onde, queste bande luminose si muovono secondo successioni regolari e infinite. Una sperimentazione della luce vissuta come performance e come esperienza della presenza fisica e percettiva dello spettatore. Le pareti interne del corridoio sono tagliate da intermittenze elettriche che ridisegnano geometrie variabili. Quest'alternanza simmetrica di luci produce stupore e disorientamento. Le vibrazioni luminose sono ipnotiche e guidano i visitatori in una immersione visiva cosciente, nell'invisibile.
Nathalie Junod Ponsard, ottobre 2007





